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CONSIGLI PER I NOSTRI AMICI GATTI

IL NOSTRO AMICO GATTO

Ode al gatto (Pablo Neruda)

Gli animali furono imperfetti, lunghi di coda, plumbei di testa. Piano piano si misero in ordine, divennero paesaggio, acquistarono néi, grazia, volo. Il gatto, soltanto il gatto apparve completo e orgoglioso: nacque completamente rifinito, cammina solo e sa quello che vuole.

L'uomo vuol essere pesce e uccello, il serpente vorrebbe avere le ali, il cane è un leone spaesato, l'ingegnere vuol essere poeta, la mosca studia per rondine, il poeta cerca di imitare la mosca, ma il gatto vuole solo esser gatto ed ogni gatto è gatto dai baffi alla coda, dal fiuto al topo vivo, dalla notte fino ai suoi occhi d'oro.

Non c'è unità come la sua, non hanno la luna o il fiore una tale coesione: è una sola cosa, come il sole o il topazio, e l'elastica linea del suo corpo, salda e sottile, è come la linea della pruna di una nave. I suoi occhi gialli hanno lasciato una sola fessura per gettarvi le monete della notte.

Oh piccolo imperatore senz'orbe, conquistatore senza patria, minima tigre da salotto, nuziale sultano del cielo delle tegole erotiche, il vento dell'amore all'aria aperta reclami quando passi e posi quattro piedi delicati sul suolo, fiutando, diffidando di ogni cosa terrestre, perchè tutto è immondo per l'immacolato piede del gatto.

Oh fiera indipendente della casa, arrogante vestigio della notte, neghittoso, ginnastico ed estraneo, profondissimo gatto, poliziotto segreto delle stanze, insegna di un irreperibile velluto, probabilmente non c'è enigma nel tuo contegno, forse non sei mistero, tutti sanno di te ed appartieni all'abitante meno misterioso, forse tutti si credono padroni, proprietari, parenti di gatti, compagni, colleghi, discepoli o amici del proprio gatto. Io no. Io non sono d'accordo. Io non conosco il gatto.

So tutto, la vita e il suo arcipelago, il mare e la città incalcolabile, la botanica, il gineceo coi suoi peccati, il per e il meno della matematica, gl'imbuti vulcanici del mondo, il guscio irreale del coccodrillo, la bontà ignorata del pompiere, l'atavismo azzurro del sacerdote, ma non riesco a decifrare un gatto. Sul suo distacco la ragione slitta, numeri d'oro stanno nei suoi occhi.

[...]

L'uomo vorrebbe essere pesce e uccello,
Il serpente vorrebbe avere le ali,
Il cane è un leone disorientato,
L'ingegnere vorrebbe esser poeta,
La mosca studia per farsi rondine,
Il poeta cerca d'imitar la mosca,
E invece il gatto
Vuol essere soltanto gatto
E ogni gatto è gatto
Dai baffi alla coda,
Dal presentimento al topo vivo…
I suoi occhi gialli
Hanno lasciato una scanalatura
Per gettarvi le monete della notte.

 

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LA POESIA DEL GATTO

Ti prego Signore, fammi incontrare qualcuno che abbia voglia di prendersi cura di me!
Sono così stanco di correre e vivere nella disperazione,
il mio corpo è martoriato sono pieno di dolori.
Ti prego mentre corro nella pioggia di trovare qualcuno disposto ad amarmi
E a darmi una casa, un letto caldo ed accogliente, cibo tutto per me.
Il mio ultimo umano mi ha lasciato da solo in un cortile.
L'ho guardato mentre si allontanava, ed è stato difficile.
Ho aspettato per un po', poi sono andato per la mia strada
A frugare nella spazzatura ed ho cominciato a vivere come un randagio.
Ma adesso sono stanco, affamato ed infreddolito,
e sono così spaventato che credo non diventerò mai vecchio.
Mi hanno inseguito con dei bastoni, preso a cinghiate mentre ero per la strada
E cercavo solo di trovare degli avanzi.
Ma non sono cattivo, per favore aiutami se puoi,
perché sono diventato una "vittima dell'uomo".
Ho i vermi e sono tormentato dalle pulci, e tutto quello che voglio
È trovare un umano da compiacere. Se me ne trovi uno per me,
provvederò ad essere buono.
Non mi farò le unghie ai tappeti, mi comporterò come devo,
lo amerò, giocherò con lui e provvederò ad obbedirgli.
Gli sarò così riconoscente se accetterà di farmi rimanere con lui.
Non penso potrò andare avanti a lungo da solo perché sto diventando debole
E sono da solo. Ogni notte mentre dormo trai cespugli piango perché temo
Che la mia ora sia arrivata. Avrei così tanto amore da donare, che mi dovrebbe essere
Data una nuova speranza di vita.
Così Signore mio per favore ascoltami,
per favore rispondi alle mie preghiere e fa che incontri qualcuno a cui importa
VERAMENTE di me.

 

 

 

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MALATTIE DEI GATTI

Acari della Rogna

La rogna è una parassitosi causata da un acaro che si annida negli strati più superficiali della cute e provoca infiammazioni con intenso prurito, caduta del pelo e croste. Le zone più colpite sono la testa, le orecchie e il collo. Si presenta soprattutto nei gatti di strada mentre è molto rara nei gatti domestici. La diagnosi viene fatta con l'osservazione al microscopio degli acari. Vi è un tipo di rogna molto particolare che colpisce esclusivamente le orecchie, provocando un'otite con cerume e notevole prurito. E' una parassitosi molto contagiosa tra animali mentre per l'uomo non presenta alcun pericolo.

 

Broncopatie nel gatto

Le broncopatie sono frequenti nel gatto e in rarissimi casi mortali.

I segni clinici che le caratterizzano sono la tosse e la dispnea e talvolta l'asma. Per quanto si sia cercato di riunire tutte le patologie a carico dei bronchi, l'esperienza ci dice che le malattie bronchiali possono presentarsi con caratteristiche cliniche e decorso variabile.

I gatti possono essere colpiti da diverse forme patologiche che interessano l'apparato bronchiale, quali asma, bronchiti e enfisema. Queste forme sono patologiche, l'asma è un'ostruzione temporanea delle vie aeree inferiori dovuta ad una eccessiva costrizione della muscolatura liscia bronchiale; la bronchite è un'infiammazione dei bronchi causata da agenti infettivi, da parassiti o sostanze irritanti; la bronchite cronica è caratterizzata da tosse incoercibile e da ipersecrezione mucosa.

 

Chlamydia psittaci

La "Chlamydia psittaci" è un microrganismo simile ai batteri, capace di infiltrarsi e danneggiare le membrane mucose, principalmente i tessuti congiuntivali dell'occhio. I sintomi possono variare, e confondersi con quelli causati da altre forme virali e batteriche. Il sintomo più ricorrente è la congiuntivite, che a differenza delle forme virali causate dalla rinotracheite e dalla calicivirosi è all'inizio riservata ad un occhio, e in seguito viene contagiata anche all' altro.

Può causare anche rinite, febbre, polmonite e diarrea. Siccome la malattia può essere contagiata agli esseri umani, causando una leggera congiuntivite, è necessario lavare accuratamente le mani dopo aver applicato la pomata al gatto.

 

Dermato-Micosi (Tigna)

Tra le zoonosi che gli animali domestici con maggiore frequenza possono trasmettere all'uomo, senz'altro la dermato-micosi è quella più rappresentata. Quando si notano delle zone ben localizzate e tondeggianti prive di pelo bisogna sempre sospettare sia nel cane che nel gatto che possa trattarsi di una micosi e ovviamente bisogna rivolgersi al veterinario di fiducia per una corretta diagnosi. E' una malattia localizzata unicamente alla base del pelo, generalmente non sono evidenti lesioni della cute (come croste o pustole) ed è quasi del tutto assente il prurito. Per la diagnosi il veterinario terrà in considerazione una serie di elementi di varia natura:

epidemiologici: come il possibile contagio tra animali della stessa specie o specie diverse; l'eventuale trasmissione ai proprietari che talvolta diventano i reali testimoni della dermatomicosi animale; la predisposizione delle razze feline a pelo lungo.

clinici : come la presenza di zone superficiali, caratterizzate da perdita di pelo estesa, bene spesso di forma circolare, raramente pruriginose, con squame sottili; talvolta a carattere infiammatorio.

di laboratorio : esame del pelo mediante l'uso di una determinata lampada (Wood) con comparsa, in caso di esito positivo, di una fluorescenza giallo-verdastra; test colturali del micete, anche attraverso l'uso di terreni colturali (DTM/Sabouroud) di pronto impiego in ambito ambulatoriale; biopsia di aree cutanee sospette.

Le micosi comportano un trattamento specifico e la loro prognosi è generalmente buona. Talora nel caso di forme generalizzate o recidive frequenti si può avanzare il sospetto che possano essere concomitanti affezioni generalizzate di altra natura, malattie immunodepressive (FIV), trattamenti prolungati con corticosteroidi, etc, che possono provocare una forma dermatofitica, caratterizzata da una prognosi non favorevole. I trattamenti terapeutici devono essere orientati ad arrestare l'estensione del processo, ad evitare la diffusione ad altri animali ed allo stesso proprietario, ad impedire la sopravvivenza del micete nell'ambiente esterno.

Esistono in commercio diversi farmaci antimicotici ad azione fungicida, fungicida e/ fungistatica a seconda del dosaggio impiegato e solo fungistatici; si possono effettuare solo trattamenti locali con lozioni o creme, ma in molti casi alla terapia locale bisogna affiancare quella generale con farmaci da prendere per almeno 4 settimane. Non è infrequente nella popolazione felina la presenza di gatti che pur non presentando alcun sintomo clinico sono in grado di trasmettere la malattia ad altri animali o all'uomo. E' un fenomeno frequente nelle colonie di gatti randagi e trattasi di soggetti con infezione subclinica o portatori sani. Anche in questo caso ci aiuta il laboratorio perchè prima di sottoporre un gatto ad una terapia antimicotica sarebbe sempre meglio effettuare un esame culturale sul pelo.

 

Diabete Mellito

Il diabete mellico è un'endocrinopatia che viene spesso diagnosticata nella pratica clinica dei piccoli animali. E' più frequente nel cane che nel gatto. E' una malattia eterogenea. Nell'uomo viene definito in due categorie; insulino-dipendente e non insulini-dipendente. Nel gatto sono state riscontrate entrambe le forme che caratterizzano il diabete dell'uomo. Anche nei gatti, come per l'uomo, una volta riscontrato il diabete, il trattamento è a vita.

Il diabete può essere diagnosticato in qualsiasi età o razza del gatto, ma la maggior parte di gatti diabetici ha più di sei anni e sono in prevalenza maschi. Il quadro clinico insorge quando la glicemia supera la soglia renale di riassorbimento di glucosio. Lo stimolo della sete è dovuto non solo agli effetti diuretico-osmotici, ma anche all'umento del volume delle urine che determina ipovolemia secondaria. Esistono le stesse terapie usate anche per l'uomo che danno ottimi risultati.

 

FeLV - Virus della Leucemia Felina

Il Virus della Leucemia Felina (FeLV) può causare una serie di malattie e alla lunga portare alla morte il gatto. Il contagio tra un gatto infetto ed un gatto sano avviene primariamente attraverso il contatto naso - naso o attraverso la saliva infetta. Questa è un'evenienza molto probabile durante le lotte che avvengono tra gatti selvatici e non o durante l'accoppiamento; urina contaminata, sangue, e feci sono ulteriori fonti di infezione. Il virus può attraversare la placenta ed infettare i gattini mentre sono ancora nell'utero della madre o in seguito durante l'allattamento. Le conseguenze dell'infezione da FeLV varia da gatto a gatto. Non tutti i gatti esposti al Virus della Leucemia felina sono infettati. In base a ciò si può suddividere la popolazione in tre raggruppamenti: Il 1° raggruppamento comprende il 30% circa dei gatti: essi pur se esposti al virus non vengono infettati. Ciò può essere verosimilmente dovuto a una maggiore resistenza al virus magari ereditaria o perché l'esposizione al virus non è sufficiente.

Il 2° raggruppamento (comprendente anche in questo caso il 30% circa di gatti esposti) comprende i gatti che sono infettati dal virus. Questi gatti sviluppano una malattia FeLV-riferita e l'83% circa muore nel giro di 3 - 4 anni. Il 3° raggruppamento (il rimanente 40% di gatti esposti) comprende animali che sviluppano un'infezione transitoria: in molti casi essi possono negativizzarsi entro un anno dall'infezione in altri casi rimangono portatori sani a vita con scarsa possibilità di sviluppare una malattia FeLV-riferita. Il virus provoca gravi danni a carico del sistema immunitario del gatto per cui la sintomatologia di un gatto infetto è assolutamente aspecifica.

Un gatto infetto è estremamente suscettibile a qualsiasi tipo di infezione: respiratoria, orale, della pelle oppure ci possono essere problemi all'apparato digerente , urinario ed anche forme tumorali o anemiche. Si utilizza un test che, attraverso il siero o sangue del gatto, rivela la presenza di anticorpi nei confronti del Virus. Viene effettuato prima di cominciare il ciclo vaccinale nei confronti della FeLV o comunque tutte le volte che il veterinario sospetta dalla sintomatologia che il gatto possa essere FeLV positivo.

La vaccinazione è fortemente raccomandata viste le conseguenze devastatrici di questa malattia. La prima vaccinazione si effettua ad 8 -12 settimane ed è seguita da un richiamo dopo 20 giorni circa. Poi ogni anno sarà sufficiente effettuare una sola inoculazione che potrà essere sfalsata o non rispetto al richiamo annuale nei confronti della altre malattie virali. La vaccinazione così effettuata dà però una protezione che è di poco inferiore al 95%, per cui devono essere prese altre misure preventive.

La più importante di queste misure è tenere il gatto in casa o comunque nelle immediate vicinanze, lontano da colonie di gatti potenzialmente infetti e ciò è facilmente realizzabile castrando i gatti maschi (che percentualmente sono molto più colpiti delle femmine se non vengono castrati) e sterilizzando le femmine.

 

FIP - Peritonite Infettiva Felina

Numerosi sono i coronavirus in grado di terminare infezioni nel gatto.Il più importante di questi è il virus della Peritonite Infettiva Felina, la FIP. Vanno fatte ancora numerose ricerche, ma sembra che esistano due gruppi o tipi del gruppo della Fip. Il primo comprende virus difficili da isolare in coltura cellulare, questi ceppi sono responsabili delle forme gravi di Fip. Il secondo gruppo è costituito da comuni virus enterici, simili al coronavirus canino. La Fip è una malattia di natura virale a decorso acuto o cronico, questa patologia è caratterizzata da un'insorgenza insidiosa, da uno stato febbrile persistente non sensibile al trattamento, da una serie di segni clinici variabili in funzione degli organi interessati. La mortalità è estremamente elevata, arrivando quasi al 100%. L'agente eziologico è un virus appartenente alla famiglia Coronaviridae. Oltre al virus della peritonite infettiva, ci sono molti altri coronavirus che sono in grado di colpire il gatto domestico. Allo scopo di proteggere il gatto dalla Fip, molti ricercatori hanno tentato di produrre vaccini efficaci e sicuri, ma ancora oggi, sono tutti falliti. E' stato preparato e sperimentato un vaccino con virus vivo attenuato, contenente il ceppo 1146 del virus della Fip.

Le ricerche continuano, non si hanno ancora risposte certe. I quadri clinici si dividono in forma secca e forma essudativa. La forma secca presenta lesioni (granulomi) al fegato, rene, polmoni, pancreas, encefalo, occhio, si ha perdita di peso e sintomatologia correlata all' apparato colpito. La forma essudativa e' caratterizzata da febbre, inappetenza, dimagramento, apatia, distensione addominale per grande accumulo di liquidi, respirazione difficoltosa per raccolta di liquidi nello spazio pleurico, ittero, vomito e/o diarrea.

La diagnosi e' sempre difficile, si basa sul quadro clinico ed esami di laboratorio ne esistono anche di specifici ma non sempre sono attendibili. Il perche' e' presto detto: gli antigeni virali, cioe' quelle strutture proprie del virus che scatenano la risposta dell' organismo del micio, sono uguali tra FIPV e FCoVs; quindi i test non sono in grado di distinguere se l' infezione in atto e' dovuta ai virus cattivi, che portano a FIP, o a quelli piu' tranquilli che danno enterite.

Si e' tentato allora di valutare la risposta anticorpale (titolazione anticorpale) nella presunzione che i virus "cattivi" determinassero un titolo anticorpale piu' elevato, tuttavia anche questa suggestiva ipotesi si e' dimostrata infondata. Quindi, in buona sostanza, la diagnosi certa di FIP sul soggetto vivo e' assai ardua. La certezza diagnostica si puo' avere mediante esame istopatologico effettuato su campioni bioptici o necroscopici.

Quando per un soggetto si ha conferma della diagnosi di FIP si deve purtroppo sapere che anche tutti gli altri soggetti del clan sono contagiati. Va precisato tuttavia che solo al massimo il 16% dei soggetti sicuramente contagiati manifestera' poi la malattia. I soggetti contagiati presentano titoli anticorpali per 6-12 mesi, bisogna quindi effettuare piu' test per valutare il superamento della malattia. Prima di inserire un nuovo soggetto nella comunita' e' necessario che nessun soggetto risulti ancora positivo.

E' consigliabile testare un soggetto due volte a distanza di 4 settimane prima di immetterlo in comunita'. Anche un micio di ritorno da una monta o da un' esposizione dovrebbe venir tenuto in quarantena per due settimane e poi venir testato prima di essere rintegrato nel gruppo.

 

FIV - Immunodeficienza felina

Il virus dell'immunodeficienza felina (FIV) è considerato un retrovirus. Appartiene alla stessa famiglia del Virus della Leucemia Felina (FeLV) e del virus dell'immunodeficienza umana (HIV- il virus responsabile dell'AIDS). Questo retrovirus attacca il sistema immunitario rendendo il gatto incapace di reagire a varie infezioni ed alle neoplasie. I retrovirus sono peculiari per ogni specie. Ciò significa, più semplicemente, che un retrovirus felino come il FIV infetterà unicamente i gatti, così come uno umano con l'HIV infetterà solo gli esseri umani. I retrovirus sono fragili e quindi vengono facilmente inattivati da raggi ultravioletti, calore e detergenti. A differenza di FeLV, FIV non si trasmette con un prolungato e stretto contatto. Poiché si trova nella saliva, il virus viene inoculato attraverso le ferite da morso. La trasmissione dell'infezione nell'utero o attraverso il latte è molto rara. Si può verificare se la gatta viene infettata durante la gestazione o l'allattamento.

Le gatte già infette dal FIV prima della gravidanza di solito partoriscono gattini non infetti. Il virus si trova nei gatti domestici di tutto il mondo ed infetta anche felini selvaggi come i leopardi delle nevi, i leoni, le tigri, i giaguari, le pantere e le linci rosse della Florida. Benché sia stato isolato solamente nel 1987, è noto che FIV esiste da molto tempo. L'infezione è molto comune nei gatti che vivono fuori casa o che sono liberi di girovagare. I gatti maschi sono 2 volte più colpiti delle femmine. Infatti, i gatti liberi di girovagare hanno più probabilità di altri di contrarre l'infezione, essendo maggiormente esposti al rischio di ferite da morso. Diversamente da FeLV, nei rifugi per gatti l'infezione da FIV è rara in proporzione alle ferite da morso che ci si aspetterebbe in un luogo simile.

L'infezione da FIV nei gatti,come quella da HIV negli esseri umani, è caratterizzata da tre stadi. Quello iniziale o acuto dell'infezione da FIV è spesso caratterizzato da febbre, linfonodi gonfi e predisposizione ad infezioni della pelle o dell'intestino. Questo stadio generalmente si sviluppa alla quarta - sesta settimana dopo l'esposizione al virus. Il secondo stadio è latente, non si notano i sintomi della malattia, e può durare per molti anni, durante i quali il sistema immunitario può essere lentamente cancellato. Quando l'immunodeficienza diventa grave, si sviluppa il terzo stadio dell'infezione. Il terzo stadio è quello terminale e si riscontra più comunemente nei gatti tra i 5 e i 12 anni (FeLV colpisce gatti tra 1-5 anni).

Durante questo stadio clinico terminale, il sistema immunitario del gatto non funziona correttamente dal momento che il virus ne ha ucciso le cellule essenziali. Pertanto, gli animali nel terzo stadio della malattia sono particolarmente predisposti alle infezioni, di solito croniche, che possono essere batteriche, da miceti o da parassiti. Spesso sono causate da microrganismi che normalmente non causano gravi malattie nei gatti, ma il sistema immunitario ormai limitato non riesce a contrastarle, per cui si determina la proliferazione dell'infezione che si moltiplica rapidamente causando la malattia. Queste si definiscono infezioni "opportunistiche".

Inoltre, si possono riscontrare infezioni croniche delle vie aeree superiori, infezioni intestinali e patologie della cute e delle orecchie; si possono sviluppare alcuni tipi di neoplasie (i ricercatori stanno cercando di determinare come FIV viene coinvolto). Altri gatti possono mostrare sintomi neurologici, benché gli effetti di FIV sul sistema nervoso felino siano generalmente minori di quelli dell'HIV sul sistema nervoso umano. Si può avere un'anemia conseguente ad un'infestazione parassitaria. Quando il gatto si trova in uno stadio avanzato della malattia, l'aspettativa di vita non è superiore ad un anno.

I gatti con infezione da FIV possono mostrare sintomi non specifici come apatia, perdita di appetito, febbre, linfonodi gonfi (linfoadenopatia) e perdita di peso. I sintomi dell'infezione da FIV e FeLV sono molto simili. Infezioni orali: le infezioni orali croniche possono svilupparsi approssimativamente nel 50% dei gatti colpiti da una malattia FIV-correlata. I gatti possono mostrare dolore alla palpazione del muso, hanno difficoltà a mangiare o rifiutano il cibo, e possono emanare dalla bocca un cattivo odore. Tali infezioni possono essere difficili da controllare. Le infezioni orali sono più comuni nei gatti con infezione da FIV che da FeLV. Malattie respiratorie: Approssimativamente il 30% dei gatti infetti da FIV presenta patologie croniche delle vie aeree superiori accompagnate da frequenti starnuti e da scolo nasale. Questi sintomi possono essere dovuti ad infezioni croniche da herpesvirus felino (rinotracheite) o calicivirus. In alcuni gatti può svilupparsi la polmonite, causando tosse e difficoltà respiratorie. Malattie oculari: insieme ai sintomi dell'interessamento delle vie aeree superiori, i gatti possono presentare anche manifestazioni oculari come arrossamento degli occhi, scolo e intorbidamento della cornea. Inoltre, talvolta si possono riscontrare dei glaucomi.

Malattie gastrointestinali: la diarrea cronica è presente nel 10- 20% dei gatti con infezione da FIV. Questa patologia può infatti essere provocata dalla presenza di neoplasie, infezioni batteriche, infestazioni parassitarie o dallo stesso FIV. Infezioni della cute e dell'orecchio: le infezioni ricorrenti o croniche della cute e delle orecchie possono essere il primo sintomo dell'infezione da FIV. A causa dell'immunodeficienza, parassiti, miceti e batteri causano sintomi come perdita di pelo, prurito e pustole. Si possono inoltre notare forme di rogna demodettica e notoedrica, insolite nei gatti sani. Sono anche state segnalate infestazioni croniche da acari delle orecchie ed aggressive lesioni da tigna. È anche possibile riscontrare ascessi cronici.

Malattie neurologiche: nei gatti con infezione da FIV si possono osservare cambiamenti nel comportamento, perdita dell'abitudine a non sporcare in casa e demenza. Questi sintomi possono essere causati direttamente da FIV o da infestazioni parassitarie (toxoplasmosi) e micotiche (criptococcosi) che si verificano molto spesso negli animali immunodepressi. Linfoadenopatia: i linfonodi nell'addome e in altre parti del corpo spesso si presentano ingrossati. Anemia: l'anemia si osseva approssimativamente in 1/3 dei gatti con infezione da FIV. Haemobartonella felis, un parassita dei globuli rossi, può essere il responsabile più comune di questa patologia. Neoplasia: i gatti con infezione da FIV sono 5 volte più predisposti di quelli non infetti allo sviluppo di linfomi e leucemia.

La ragione di questo fatto è tuttora sconosciuta. Nei gatti con infezione da FIV, la maggior parte delle indagini biochimiche risulta normale. Si possono riscontrare anemia e diminuzione nel numero di globuli bianchi nei gatti malati. Inoltre, nei gatti infetti si possono riscontrare livelli elevati di una particolare proteina, detta globulina.

 

Influenza Felina

E' causata da due tipi di virus che colpiscono i gatti di tutte le età. Può considerarsi un complesso di malattie respiratorie che causano infiammazioni a occhi, naso ed alla trachea. I sintomi sono inappetenza, starnuti, tosse, scolo nasale ed oculare e difficoltà respiratorie. Prima viene effettuata la specifica terapia, dal veterinario, tanto prima si avranno risultati positivi. Esiste una vaccinazione appropriata.

 

L'insufficienza renale cronica

E' una patologia che colpisce la popolazione felina di età media e avanzata e che si traduce nell'incapacità da parte delle unità filtranti del rene (nefroni) di eliminare le sostanze tossiche prodotte dall'organismo. Come capire se Micio è nefropatico? Basta osservare se presenta un aumento progressivo della sete e della minzione, le due principali spie indicatrici di reni che non sono più in grado di concentrare le urine.

Inoltre, l'appetito man mano diminuisce fino ad arrivare, nei casi estremi, a una vera anoressia con perdita di peso, insorgere di depressione, debolezza e vomito. Altri sintomi, ma meno evidenti per il proprietario, sono la progressiva disidratazione, con perdita di elasticità della cute, alitosi e gengiviti.

 

La disautonomia felina

La caratteristicha della disautonomia felina è la dilatazione pupillare e il prolasso della terza palpebra. Si rilevano anche disidratazione, costipazione, secchezza e formazione di croste a livello del naso, rigurgito e disfagia. Nell'animale vivo, la diagnosi si basa sui dati raccolti con l'anamnesi e l'esame clinico, poichè al momento non ci sono dei test. I gatti con questa malattia, sono negativi ai test della Felv. Per confermare la presenza del megaesofago si utilizzano esami radiografici.

I gatti colpiti da questa malattia possono guarire o migliorare dopo il periodo di terapia intensiva. Qualora in tale periodo il gatto non è migliorato, purtoppo va presa in considerazione l'eutanasia. L'incontinenza urinaria e fecale, con l'anoressia non sono dati favorevoli. Non si quale sia l'origine della malattia, ma è quesi certo che non sia una malattia di origine virale e contagiosa.

 

Micosi

In Italia le più comuni sono le forme cutanee o dermatomicosi. Parecchie specie di funghi patogeni ne sono responsabili. Le lesioni sono rappresentate da perdita di pelo, per lo più a chiazze, cute infiammata e scagliosa.L 'animale spesso cerca di grattare la parte colpita.Le micosi possono trasmettersi all'uomo; nel manipolare gli animali colpiti vanno adottate scrupolose norme igieniche.La diagnosi di queste forme morbose si avvale di indagini di laboratorio accurate.La terapia sia locale sia generale permette di ottenere buoni risultati; naturalmente è necessario evitare di avere eccessiva confidenza con gli animali anche durante il periodo di trattamento.

 

Otite Parassitaria

Infiammazione del condotto auricolare esterno provocata dall' acaro della rogna auricolare felina. Quest'ultimo vive, si nutre e si riproduce nell'orecchio dei gatti provocandone una notevole irritazione. Caratteristica la presenza di cerume nerastro all'interno del condotto come caratteristici sono prurito e relativo grattamento dei padiglioni auricolari. La terapia prevede la rimozione del cerume con appositi detergenti alla quale fanno seguito applicazioni di antiparassitari specifici a cadenza settimanali fino a guarigione del soggetto. Attualmente vengono utilizzati prodotti da applicare mensilmente tra le scapole dell'animale.

 

La Panleucopenia o gastroenterite infettiva felina

Causata dal Parvovirus, è una grave malattia che può colpire gatti di qualsiasi età ma è particolarmente temibile nei cuccioli, nei quali è causa di alta mortalità, soprattutto nei soggetti di importazione, che sono stati allontanati precocemente dalla madre (quindi non sufficientemente dotati di anticorpi) e costretti allo stress del viaggio. La malattia è fortemente contagiosa e il virus eliminato da altri animali è in grado di permanere a lungo nell'ambiente, costituendo così per molti mesi fonte di contagio per i gatti. La trasmissione della gastroenterite può avvenire per contatto diretto (altamente infettivo) o indiretto, cioè attraverso i secreti di un animale malato.

SINTOMI: la malattia attacca l'apparato gastrointestinale causando diarrea, vomito, anoressia, depressione, dolorabilità addominale e come conseguenza, rapida disidratazione. Inoltre provoca leucopenia, cioè l'animale perde progressivamente alcune cellule prodotte dal midollo osseo fondamentali alla produzione di anticorpi, rendendolo così indifeso alle altre infezioni.

TERAPIA: proprio perché si tratta di una malattia virale che è così complessa da curare. Quando l'infezione si è sviluppata è opportuno ricorrere ad un trattamento medico volto a controllare le manifestazioni cliniche, cioè i sintomi, e ad impedire il sopraggiungere di infezioni batteriche secondarie; si somministrano in ogni caso antibiotici a largo spettro (appunto per evitare complicanze aggiuntive), si ricorre al nutrimento per via endovenosa per reintegrare l'animale dei liquidi persi e per contrastare la disidratazione e si somministrano farmaci anti shock.

 

Pidocchi

I pidocchi sono parassiti specifici che vivono sulla cute e provocano prurito e desquamazione. Mentre è difficile individuare gli insetti adulti, a causa del loro colore scuro, è molto facile individuare le uova biancastre sul pelo (lendini). Non c'è pericolo di contagio per l'uomo.

 

Pulci

ILa pulce vive nutrendosi del sangue del sangue dei nostri amici a quattro zampe e si riproduce molto velocemente. Una femmina può deporre circa 50 uova al giorno. Le condizioni di temperatura e umidità della casa favoriscono la loro sopravvivenza anche nei mesi più freddi. Se i mici non vengono adeguatamente controllati, questi piccoli insetti posso diventare migliaia e pungere anche l'uomo. Si possono individuare tramite le loro feci che si presentano come piccoli granelli scuri. Le pulci provocano un grande prurito all'animale e la loro saliva può portare dermatiti allergiche. Inoltre sono responsabili della trasmissione di un particolare tipo di tenia. In commercio esiste una vasta gamma di prodotti antipulci. Occorre inoltre variare il tipo di prodotto in caso di resistenza da parte delle pulci. E' opportuno effettuare un'intensa pulizia di pavimenti e tappeti, possibilmente con una macchina a vapore.

 

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