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COLESTEROLO

Spesso si parla del colesterolo in modo negativo e, in un certo senso, questo è corretto perchè un livello alto di colesterolo cattivo nel sangue è un maggiore fattore di rischio di malattie cardiache. Uno stile di vita e una dieta sana e bilanciata possono aiutare a ridurre il rischio di malattie cardiache, ma il colesterolo gioca inoltre un ruolo di protezione della salute del corpo.

Cos'è il colesterolo?

Il colesterolo è una sostanza simile alla cera, che insiemi ai grassi e agli oli appartiene alla famiglia dei lipidi. È essenziale a tutte le cellule del nostro corpo e ha un ruolo speciale nelle formazione delle cellule del cervello, cellule nervose e alcuni ormoni. Sebbene alcuni cibi forniscano colesterolo subito disponibile, la maggior parte del colesterolo presente nel corpo è prodotto dal fegato.

L'Organizzazione Mondiale della Sanità (World Health Organisation, WHO) ha stimato che tra gli Europei nell'uomo la media dei livelli di colesterolo totale varia da 4,5 mmol/l (millimoli per litro) in Turchia a 6,2 mmol/l in Serbia e Montenegro, e nella donna, il range dei livelli di colesterolo totale va da 4,6 mmol/l in Turchia a 6,1 mmol/l in Norvegia.1 Per la maggior parte delle persone, il livello di colesterolo totale raccomandato è < 5,0 mmol/l, ma per le persone che già hanno un certo grado di malattia cardiovascolare, questo livello è < 4,5 mmol/l.2

 

Colesterolo e Salute

Troppo colesterolo nel sangue (ipercolesterolemia) è uno dei maggiori fattori di rischio per la cardiopatia coronaria (coronary heart disease, CHD), che può portare a un infarto o a un ictus, che sono le cause principali di morte in Europa.3 Ci sono due tipi principali di colesterolo: colesterolo a bassa densità di lipoproteine (LDL) e colesterolo ad alta densità di lipoproteine (HDL). Il colesterolo LDL, spesso chiamato colesterolo "cattivo", trasporta il grasso intorno al corpo ed è grosso, soffice e appiccicoso. Se le circostanze sono favorevoli, il colesterolo LDL si attacca alle pareti delle arterie rendendole più strette (un processo chiamato arteriosclerosi).

Tali modificazioni, a sua volta, portano a una maggior tendenza del sangue a coagulare. Se si forma un coagulo (un trombo) e blocca le arteria ristretta (trombosi), si può verificare un infarto o un ictus. Benché l'LDL si formi in modo naturale nel corpo,alcune persone ne producono in eccesso. Inoltre, la dieta può contribuire all'aumento di colesterolo LDL.

Il colesterolo HDL, o colesterolo "buono", spazza via il grasso e lo riporta al fegato. Avendo una gran quantità di colesterolo HDL si hanno depositi grassi che meno probabilmente si accumulano sulle arterie. Un rapporto HDL:LDL alto, per esempio livelli alti di colesterolo HDL in relazione al colesterolo LDL, proteggono contro le malattie cardiache. Diventando fisicamente attivi mangiano grassi più sani si può aiutare ad aumentare i livelli di colesterolo HDL.

Dieta, stile di vita e colesterolo Sono numerosi i fattori che influenzano i livelli di colesterolo nel sangue. In particolare, seguendo una dieta bilanciata, mantenendo un peso sano e facendo attività fisica, è possibile contribuire al mantenimento di livelli di colesterolo normali.

 

Colesterolo alimentare

Alcuni alimenti (uova, fegato, rene e gamberi) contengono colesterolo (colesterolo alimentare). In molti casi il colesterolo che si trova nei cibi non influenza i livelli di colesterolo del sangue tanto quanto la quantità e il tipo di grasso ingerito, ma alcune persone potrebbero essere sensibili ad alti consumi di colesterolo.

 

Grassi alimentari

I grassi alimentari sono spesso differenziati in grassi saturi e grassi insaturi. In generale, la maggior parte dei grassi saturi aumentano i livelli di colesterolo totale e LDL. I grassi saturi si trovano nel burro, lardo e cibi fatti con questi, tra cui pasticcini, torte e biscotti), prodotti di carne ( per es., salami, pasticci e salsicce), creme, formaggio e alimenti che contengono oli di palma o di cocco. Alcuni grassi insaturi possono aiutare a ridurre i livelli di colesterolo LDL, e generalmente è buona cosa sostituire i grassi saturi con grassi insaturi. I cibi che contengono grassi insaturi comprendono oli vegetali e di semi e salse (per es., olio di colza, olio di oliva, salsa di soia), pesce grasso (per es., sgombro, salmone e aringa), noci e avocado.

Un altro tipo di grasso, il grasso trans, si trova qualche volta nei cibi che contengono grassi parzialmente idrogenati (per es., alcuni tipi di pasta e biscotti), tuttavia in Europa molte aziende hanno ridotto al minimo nei loro prodotti i livelli di grassi trans. I grassi trans possono aumentare i livelli di colesterolo LDL ( o cattivo).

Diversamente dai grassi saturi, i grassi trans inoltre portano a un abbassamento di colesterolo HDL (o buono) e aumentano i livelli di trigliceridi nel sangue, entrambi associati a un maggior rischio di CHD. Questi effetti negativi possono verificarsi dopo l'assumzione per lungo tempo di 5-10 g al giorno di grassi trans.4,5.

Oltre a consumare i grassi giusti, sarebbe anche utile provare a ridurre la quantità di grasso complessivo attraverso la cottura al forno, la cottura alla griglia, la bollitura o la cottura al vapore dei cibi anziché friggerli, e ridurre il consumo di cibi ad alto contenuto di grasso. Sui prodotti, leggere le informazioni nutrizionali sull'etichetta per comparare i tipi e i livelli di grasso, in particolare i grassi saturi.

Un "elenco" di alimenti

Oltre al tipo di grasso che mangiamo ci sono altri alimenti che ci possono aiutare a mantenere i livelli di colesterolo sani. Può essere utile mangiare molti frutti e ortaggi, cibi che contengono fibra solubile (per es., avena, lenticchie e fagioli), frutta d'albero (per es., mandorle) e soia. Nota che i prodotti sul mercato che contengono impianti di steroli e stanoli aggiunti sono destinate a persone che hanno livelli di colesterolo eccessivi e non sono necessari per le persone con livelli di colesterolo normali. Gli studiosi hanno scoperto che mangiando alimenti con pochi grassi, incluso l'"elenco" di cibi sopra citati, è possibile ridurre i livelli di colesterolo fino al 20%.6

 

TRIGLICERIDI

Parlando di troppi grassi nel sangue è al colesterolo elevato che si pensa come attentatore delle arterie e del cuore. Ma spesso ci sono comprimari più oscuri non meno pericolosi: i trigliceridi alti. Il loro ruolo come fattore di rischio indipendente di coronaropatia è controverso, però vi concorrono, inoltre sono componenti di quella frequente sindrome metabolica che è causa di cardiopatie, si associano a basse HDL cioè il colesterolo buono, aumentano il rischio di pancreatite e sono coinvolti nella steatosi, quando vengono ridotti nei dislipidemici questo si lega a meno eventi coronarici. E l'elenco delle colpe può continuare: è bene perciò non sottovalutarli. Ma che cosa sono i trigliceridi, come si previene e si cura il loro eccesso?

Occhio a grassi, calorie, zuccheri

In sostanza sono i lipidi più abbondanti nell'organismo, presenti soprattutto nell'adipe sottocutaneo (trigliceridi perché ogni molecola contiene tre acidi grassi), forniti dai grassi alimentari ma anche formati come riserva energetica da altri componenti della dieta quando le calorie totali sono troppe. La prima misura nella correzione dell'ipertrigliceridemia è quindi, come nell'ipercolesterolemia, comportamentale: da ridurre, oltre ai cibi grassi (tipici i formaggi), soprattutto calorie totali, zuccheri semplici (ricordando dolciumi, marmellata, bibite gassate, frutta e succhi), alcol (che stimola la sintesi nel fegato); tenere poi controllato il peso e fare esercizio fisico, eliminare il fumo.

Le cause dei trigliceridi alti però non sono solo o direttamente alimentari, ci sono anche obesità, diabete, fattori ereditari, nefropatie croniche, ipotiroidismo e altro ancora. La gestione iniziale dipende quindi dal profilo di rischio coronarico del soggetto (alto se probabilità oltre il 20% di eventi a dieci anni anni o coronaropatia o diabete) e dal livello d'ipertrigliceridemia, che è considerata leggera tra 150 e 200 mg/dl, elevata tra 200 e 500 e molto elevata oltre i 500. Bisogna fare counselling al paziente se è responsabile lo stile di vita, indagare se c'è sindrome metabolica, ricercare altre cause secondarie, normalizzare la glicemia se c'è diabete. In molti casi d'ipertrigliceridemia non occorrono farmaci; quando questi sono necessari puntano a raggiungere prima di tutto gli obiettivi per le LDL.

 

Indicazioni generali per prevenire e combattere l'ipertrigliceridemia

Alti livelli di trigliceridi nel sangue aumentano il rischio di malattie coronariche (come l'infarto di cuore) e dell'aterosclerosi. Ai trigliceridi alti, inoltre, si associano quasi sempre bassi valori del colesterolo HDL (il colesterolo "buono") e, spesso, una tendenza al sovrappeso ed alla malattia diabetica oltre che valori elevati della pressione arteriosa; attualmente i medici definiscono questa condizione, nel complesso, "sindrome plurimetabolica". Un netto miglioramento della gravità di questa situazione complessa (e rischiosa) può in genere essere ottenuto semplicemente modificando in modo appropriato lo stile di vita e facendo un po' di attività fisica.

 

Alcuni consigli utili:

1 - MANTENERE IL "PESO FORMA
I trigliceridi svolgono nel nostro organismo essenzialmente la funzione di riserva energetica: le calorie in eccesso, quindi, vengono trasformate in queste sostanze, per poter essere immagazzinate con facilità. Chi ha un tasso elevato di trigliceridi nel sangue, pertanto, deve innanzitutto ridurre armonicamente l'assunzione di tutti i cibi, per equilibrare l'apporto calorico (le "entrate") con il dispendio energetico (le "uscite"), e ridurre così il peso. Migliorando il controllo del peso, il tasso dei trigliceridi si ridurrà.

2 - PASTA E ZUCCHERI "COMPLESSI" MEGLIO DEGLI ZUCCHERI "SEMPLICI"
Gli zuccheri complessi a lenta digeribilità, di cui è ricca soprattutto la pasta preparata e cotta "all'italiana", vengono assorbiti più lentamente dall'intestino rispetto agli zuccheri semplici, o anche rispetto agli zuccheri complessi a più rapida digeribilità, come quelli contenuti per esempio nel pane e nelle patate. Di conseguenza, essi entrando meno velocemente nel sangue, stimolano una minore produzione di trigliceridi da parte del fegato. In alcuni soggetti, inoltre, il fruttosio (lo zucchero di cui sono ricche la frutta autunnale (cachi, fichi, uva) e la frutta esotica (banane, ananas, ecc.) rappresenta un potente stimolo alla produzione di trigliceridi. Si deve limitare l'uso di questa frutta in presenza di elevati tassi di trigliceridemia.

3 - PIU' VERDURA E LEGUMI
La verdura è ricca di fibra alimentare, che svolge una efficace azione di controllo dell'assorbimento intestinale dei grassi. La fibra contenuta nei legumi (che sono tra l'altro ricchi di zuccheri a lenta digeribilità) è particolarmente interessante, da questo punto di vista. Inoltre la fibra vegetale è scarsamente sensibile alla cottura: l'effetto descritto, pertanto, si mantiene anche nella verdura cotta.

4 - PREFERIRE AI GRASSI SOLIDI GLI OLI VEGETALI, RICCHI DI GRASSI INSATURI
I grassi saturi, caratteristici dei cibi di origine animale, tendono a stimolare la produzione di colesterolo e di trigliceridi da parte del fegato, mentre i grassi insaturi, di cui sono ricchi gli oli vegetali, come l'olio di mais, svolgono un effetto opposto. Ricordate tuttavia che la cosa più importante, non è la limitazione dei grassi alimentari, ma quella degli zuccheri: la dieta, in altre parole, deve essere più simile a quella di un diabetico che a quella di un paziente con il colesterolo alto.

5 - RIDURRE SENSIBILMENTE O ELIMINATE L'ALCOOL
L'alcool in tutte le sue forme (vini, liquori, birra) stimola in molti soggetti un'intensa produzione di trigliceridi da parte del fegato. In presenza di ipertrigliceridemia, pertanto, è necessario un controllo o meglio l'abolizione di questa sostanza. poiché la risposta personale all'alcool è molto variabile, e consumi moderati di bevande alcoliche possono aumentare il livello del colesterolo HDL (il colesterolo "buono") è bene effettuare il controllo dei trigliceridi dopo 2-3 settimane di dieta totalmente priva di alcool, senza modificare il resto della struttura della dieta stessa.

6 - AUMENTARE IL CONSUMO DI PESCE
I grassi del pesce sono caratterizzati da tre interessanti proprietà: sono efficaci nell'abbassare il tasso dei trigliceridi nel sangue, svolgono un'azione antitrombotica (simile entro certi limiti a quella, ben nota, posseduta dall'aspirina) e sono inoltre dei buoni antiaritmici. Due o tre pasti settimanali di pesce (o almeno un apporto adeguato di acidi grassi omega-3 da alimenti integrati o arricchiti) dovrebbero entrare stabilmente nella nostra alimentazione.

7 - FARE ATTIVITA' FISICA
Aumentare la propria attività fisica contribuisce in vari modi a normalizzare il tasso dei trigliceridi. Può aiutare a controllare il peso corporeo, un elemento, come si ricordava, di riconosciuta importanza da questo punto di vista, ed aiuta inoltre i muscoli a "bruciare" meglio i trigliceridi stessi per produrre l'energia necessaria per il movimento. L'attività fisica, infatti, aumenta l'attività degli enzimi che digeriscono i trigliceridi (soprattutto la Lipoprotein-Lipasi, o LPL). Praticare un'adeguata attività fisica, tra l'altro, è un elemento essenziale di ogni ricetta per il benessere e la salute.

8 - INFORMARE IL MEDICO
Un elevato tasso di trigliceridi nel sangue può essere la conseguenza di malattie a carico del rene (la sindrome nefrosica, per esempio), del diabete mellito, o dell'uso di certi farmaci (specie di alcuni farmaci per abbassare la pressione arteriosa). Il medico, talvolta con l'aiuto di alcuni esami appropriati, potrà chiarire la causa della ipertrigliceridemia ed attivare, a questo punto, un intervento terapeutico mirato.

9 - IL RUOLO DEI FARMACI
Il medico potrà decidere, in certe situazioni, di somministrare farmaci specifici per ridurre il tasso dei trigliceridi nel sangue. Questi farmaci vanno assunti con continuità, come i farmaci per il diabete o la pressione o il colesterolo. Se i farmaci procurano disturbi (cosa che accade peraltro raramente), non sospendete il trattamento, ma consultatevi con il vostro medico.

10 - A DIGIUNO LA MATTINA DELL'ESAME!
Per misurare correttamente il tasso dei trigliceridi, e vedere se esso si è modificato dopo una dieta adeguata o grazie all'effetto di un farmaco, è necessario essere a digiuno, al momento del prelievo, da almeno 12 ore, ed aver consumato, la sera precedente, un pasto leggero. Non alzatevi, durante la notte, per andare a bere un bicchiere di latte o di una bevanda zuccherata in frigorifero: il risultato dell'esame potrebbe essere influenzato. Se possibile, inoltre, utilizzate sempre lo stesso laboratorio per i controlli successivi della trigliceridemia.

 

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